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Sabato 29 novembre 2008, taglio del nastro per la nuova ala dell'ospedale di S.Sofia

Taglio del nastro, sabato 29 novembre, per la nuova ala dell’ospedale “Nefetti” di Santa Sofia davanti a una platea di autorità, operatori sanitari e cittadini.

Alla cerimonia hanno infatti partecipato il Direttore generale dell’Ausl di Forlì Claudio Mazzoni, l’assessore provinciale al welfare Alberto Manni, l’assessore comunale al welfare Loretta Bertozzi, e i sindaci di Santa Sofia, Flavio Foietta, Galeata, Rodolfo Valentini, e Civitella, Giovanni Felice. Inoltre, erano presenti il vescovo della diocesi di Forlì-Bertinoro Monsignor Lino Pizzi e il vice-prefetto vicario di Forlì-Cesena Beniamino Francesco Margiotta.

«Non posso che essere emozionato – ha commentato il sindaco di Santa Sofia Flavio Foietta – per la nostra comunità l’evento di oggi costituisce l’uscita da un tunnel, iniziato quando si iniziò a parlare di chiusura dell’ospedale. Davanti a tale prospettiva, la popolazione locale insorse, lottando per conservare il proprio presidio sanitario. Oggi, fortunatamente, assistiamo a un nuovo modo di fare sanità, con una rete di servizi diffusi sul territorio e non concentrati a Forlì: la periferia non è stata depauperata ma ciascuno ha trovato la propria specializzazione. Per tutto ciò dobbiamo ringraziare il dottor Mazzoni, che ci ha fatto questo bel regalo. Per il futuro, dovremo completare il corpo storico e migliorare i servizi. La nostra speranza, poi, è la creazione di un punto d’atterraggio per l’elisoccorso. Continuando a lavorare in questo modo, con amministrazione e Ausl fianco a fianco, possiamo riuscirci».

«In questi anni ci siamo battuti per la difesa dei servizi sul territorio – ha proseguito il sindaco di Galeata Rodolfo Valentini – l’inaugurazione odierna testimonia che i nostri sforzi hanno avuto successo: ora non esistono più un centro e una periferia, ma un unico territorio con le sue specificità».

«Il dottor Pieratelli e il dottor Mazzoni si sono rivelate persone d’onore – gli ha fatto eco il sindaco di Civitella Giovanni Felice – oggi inauguriamo qualcosa di comune creato per il benessere comune, dimostrando che anche sul territorio esistono eccellenze».

«Insieme alla Conferenza sociale e territoriale di Forlì, l’Ausl ha condiviso e realizzato un progetto di rete sanitaria – ha spiegato il Direttore generale dell’Ausl di Forlì Claudio Mazzoni – nel nuovo ospedale di Forlì abbiamo concentrato quelle alte specialità e tecnologie che non era possibile diffondere uniformemente in tutto il comprensorio, conservando tuttavia sul territorio servizi e presidi sanitari. La gente di Santa Sofia, per altro, ha lottato insieme ai professionisti per conservare il proprio ospedale, e ora siamo qui a offrire il meglio dei servizi sanitari, sempre più integrati con quelli sociali in un unico progetto di benessere comune. La stessa preoccupazione che c’era quando si parlava di riorganizzazione dei servizi, col timore di perdere l’ospedale, la ritroviamo oggi nei confronti dell’Area Vasta: tuttavia, come aver concentrato alcune attività molto costose solo a Forlì non ha impoverito il territorio, così l’accentramento di alcune tecnologie molto avanzate in precisi presidi di Area Vasta non impoverirà gli altri. D’altronde, agire in modo diverso sarebbe anti-economico».

«Siamo molto soddisfatti, perché oggi andiamo a inaugurare non un semplice ospedale ma un vero e proprio polo per la cura, la salute e la prevenzione, in cui i servizi sanitari e sociali sono integrati – ha spiegato l’assessore comunale al welfare Loretta Bertozzi -  Come testimonia anche l’apertura di nuove sedi territoriali a Tredozio, Modigliana e Premilcuore, nonché la creazione dell’hospice di Dovadola e dell’Irst di Meldola, la Conferenza sociale e territoriale di Forlì è riuscita a realizzare in ogni territorio risposte alle esigenze complessive della popolazione. Anche questo ospedale non è per i soli cittadini di Santa Sofia ma pure per quelli di Forlì: pensare a un sistema integrato in cui tutti hanno un ruolo da giocare è la scelta vincente. Per il futuro, invece, bisognerà lavorare di più sul lato della prevenzione».
 


A cura di:
  Ufficio Comunicazione
AUSL di Forlì

Data pubblicazione:  12/1/2008
 

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