Cerca

Dipartimento Materno Infantile

  

Aborto, Forlì fa scuola anche per il Sole 24 Ore Sanità

Dopo le dichiarazioni dell'assessore regionale alla Salute Giovanni Bissoni su Forlì come modello per applicare quelle parti della legge 194 rimaste "lettera morta per 30 anni", il Sole 24 Ore Sanità dedica un'ampio servizio al protocollo siglato nella nostra città da Comune, Ausl e associazioni di volontariato per prevenire le interruzioni volontarie di gravidanza. 

Il cuore del modello forlivese è la separazione tra il momento del colloquio con la donna che vuole abortire e quello burocratico della certificazione. Il counseling prevede varie possibilità, che si traducono in più opzioni per la donna, e quindi maggior rispetto per la sua libertà di scelta. Un percorso, questo, che rientra in quello più ampio messo in campo dall'Asl di Forlì per le nascite e la maternità con una serie di servizi e prestazioni, come quella della garanzia del parto senza dolore. E ora la stessa Asl ha deciso a metà giugno di far partire un programma di formazione destinato a tutti gli operatori coinvolti per tirare le somme su un anno di applicazione del protocollo sulle Ivg.

La forza del protocollo è quindi il coinvolgimento di soggetti diversi: 23 associazioni di volontariato, i professionisti dell'Ausl di Forlì e il Comune. Grazie a tale sinergia, in sedici mesi (l'ultimo rilevamento risale al maggio 2008 e il protocollo è operativo dal febbraio 2007), su 298 donne presentatesi al consultorio per l'Ivg, ben 27 hanno accettato di portare a termine la gravidanza.

Ecco l'articolo integrale pubblicato dal Sole 24 Ore Sanità (versione pdf):

Aborto, il caso Forlì fa scuola

E.ROMAGNA/ Ivg ridotte del 9% dopo il protocollo tra Comune, aziende e Terzo settore

Vince l'integrazione tra i servizi - Bissoni: «Esperienza da replicare»

C'è un modello a cui tutta l'Emilia Romagna, ma anche lo stesso ministero della Salute, guarda con attenzione per provare ad applicare quelle parti della legge 194 sull'aborto, a cominciare dalla prevenzione, rimaste praticamente lettera morta in trent'anni. Il modello è quello sperimentato con successo a Forlì grazie a un protocollo, in vigore da febbraio 2007, tra Comune, Asl e associazioni del terzo settore che in poco più di un anno ha ridotto del 9% il ricorso all'Ivg. Tanto che ora l'assessore alla Salute, Giovanni Bissoni , si dice pronto a replicarlo in tutta la Regione. L'idea è quella di creare una "cabina di regia" con gli enti locali: la Giunta regionale solleciterà l'inserimento nei vari Piani di zona socio-sanitari di indicazioni precise ispirate all'esperienza forlivese. «Troppi consultori pubblici - ha spiegato nelle settimane scorse il consigliere regionale Damiano Zoffoli (Pd) - si sono rivelati luoghi dal certificato facile per le donne che chiedono l'interruzione volontaria di gravidanza». Il documento forlivese vuole combattere proprio questo automatismo. Per farlo ha coinvolto 23 associazioni di volontariato: dalla Consulta comunale permanente delle associazioni familiari al Centro di aiuto alla vita, dalla Comunità Papa Giovanni XXIII all'Afi, l'Associazione delle famiglie italiane. Il risultato? In sedici mesi (l'ultimo rilevamento risale al maggio 2008 e il protocollo è operativo dal febbraio 2007), su 298 donne presentatesi al consultorio per l'Ivg, ben 27 hanno accettato di portare a termine la gravidanza. Per Zoffoli, «i risultati ottenuti a Forlì sono molto incoraggianti e l'estensione di quest'esperienza potrà far fare passi in avanti all'intera Emilia-Romagna nella promozione della cultura della vita. Ma ancora non basta. Bisogna favorire politiche di sostegno alla maternità nel senso più ampio possibile». Infatti, mentre l'aborto è in calo (in 25 anni è diminuito del 45%), tra le straniere si registrano tassi superiori di 3-4 volte a quelli delle italiane, specie tra le giovanissime. Il cuore del protocollo forlivese è la separazione tra il momento del colloquio con la donna che vuole abortire e quello burocratico della certificazione. Il counseling prevede varie possibilità, che si traducono in più opzioni per la donna, e quindi maggior rispetto per la sua libertà di scelta. Un percorso, questo, che rientra in quello più ampio messo in campo dall'Asl di Forlì per le nascite e la maternità con una serie di servizi e prestazioni, come quella della garanzia del parto senza dolore. E ora la stessa Asl ha deciso a metà giugno di far partire un programma di formazione destinato a tutti gli operatori coinvolti per tirare le somme su un anno di applicazione del protocollo sulle Ivg. Intanto anche dal ministero della Salute arriva un riconoscimento importante per bocca del sottosegretario Eugenia Roccella che sta lavorando alle nuove linee guida sulla legge 194: «L'esperienza di Forlì ha dato buoni frutti - ha spiegato - si tratta di dare un ruolo centrale ai consultori, di avere un approccio globale, e non solo sanitario, al problema aborto, di coinvolgere le associazioni del volontariato». Marzio Bartoloni L'opuscolo di Comune e Asl sul percorso nascita e Ivg Ivg effettuate in Emilia Romagna Az. di intervento Ivg 2004 Ivg 2005 Ivg 2006 Ivg 2007 Ausl Piacenza 599 558 604 599 Ausl Parma 661 690 637 782 Ausl Reggio Emilia 848 671 711 674 Ausl Modena 1.077 1.070 1.071 1.065 Ausl Bologna 1.492 1.435 1.954 1.402 Ausl Imola 296 268 268 254 Ausl Ferrara 349 415 261 303 Ausl Ravenna 1.113 1.100 1.135 1.099 Ausl Forlì 298 265 294 294 Ausl Cesena 932 324 298 328 Ausl Rimini 1.055 974 1.018 990 Ao Parma 529 465 582 574 Ao Reggio Emilia 663 646 687 675 Ao Modena 831 771 766 772 Ao Bologna 1.327 1.320 1.229 1.090 Ao Ferrara 395 386 463 494 Totale 11.839 11.379 11.458 11.274 Fonte: Banca dati regionale Ivg 
  

 


A cura di:
  Ufficio Comunicazione
AUSL di Forlì

Data pubblicazione:  7/17/2008
 

Return
Ufficio WEB