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Dipartimento Materno Infantile

  

Sabato 30 ottobre, convegno “Gocce di Cardiologia Pediatrica” all’ospedale Morgagni-Pierantoni

Grazie all’alleanza fra cardiologi e pediatri, migliora la vita dei piccoli pazienti con cardiopatie congenite, che ora possono crescere e diventare adulti. Il punto sui risultati ottenuti in questo campo verrà effettuato in occasione del convegno “Gocce di Cardiologia Pediatrica”, in programma sabato 30 ottobre 2010 all’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, in sala Pieratelli.

Il congresso, organizzato dalla dott.ssa Patrizia Limonetti, responsabile del Servizio di Cardiologia Pediatrica dell’Ausl di Forlì, si fregerà della partecipazione di uno dei massimi esperti in materia, il prof. Fernando Maria Picchio, direttore del servizio di Cardiologia Pediatrica e dell’età evolutiva dell’Università di Bologna, e dei suoi collaboratori: il dott. Gabriele Bronzetti, specializzato in aritmologia pediatrica, il cardiologo interventista Andrea Donti, e il dott. Luca Ragni, che nell’ateneo bolognese cura il percorso delle cardiomiopatie infantili. A presiedere il convegno saranno il dott. Marcello Galvani, direttore dell’U.O. di Cardiologia dell’Ausl di Forlì, e il dott. Enrico Valletta, direttore dell’U.O. di Pediatria. Interverrà, inoltre, la dott.ssa Alessandra Gentili, del Servizio di Cardiologia Pediatrica dell’Ausl di Forlì, con una relazione su “Diagnosi e follow up delle cardiopatie congenite nella realtà forlivese”.
Negli ultimi decenni, la collaborazione fra cardiologi e pediatri ha consentito di compiere molti progressi nella diagnostica e nella terapia delle cardiopatie congenite nell’età neonatale. Queste ultime possono essere semplici ma anche notevolmente complesse, e talora necessitare di interventi chirurgici correttivi in emergenza. I bambini con cardiopatie congenite, tuttavia, ormai dai primi anni settanta, possono crescere e diventare adulti, grazie, in particolare, all’interazione tra cardiologi e pediatri. Anche le nuove tecniche, tuttavia, hanno contribuito a tali risultati. La diffusione dello screening fetale mediante ultrasuoni ha portato all’aumento delle diagnosi prenatali, con un miglioramento della gestione e dell’outcome per alcune cardiopatie congenite. Le nuove tecniche chirurgiche e di circolazione assistita e lo sviluppo dell’emodinamica interventistica hanno permesso una  progressiva riduzione della mortalità e un aumento del numero dei “congeniti adulti”, comunemente denominati GUCH (grown-up congenital heart).

Scarica il programma in pdf 


A cura di:
  Ufficio Comunicazione
AUSL di Forlì

Data pubblicazione:  10/26/2010
 

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