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Dipartimento Materno Infantile

  

La cicogna riduce i voli su Forlì: nel 2011, quasi cento nascite in meno rispetto al 2010

La cicogna riduce i voli su Forlì. Nel 2011, si sono registrate quasi cento nascite in meno rispetto al 2010: allora i nuovi bebè furono 1.517, nell’anno appena concluso, invece, ci si è fermati a quota 1.424, con una netta prevalenza di maschietti, 768 contro 656 femminucce, a conferma di un trend consolidato.

Il semestre più prolifico, così come nel 2010, è stato il secondo, da luglio a dicembre, con 722 nascite, contro le 702 del primo. Il mese che ha fatto segnare il maggior numero di nuovi vagiti è stato luglio, quando si sono contati 137 parti, mentre il record negativo appartiene a febbraio, con 100. In crescita risultano i parti gemellari, 15, quattro in più del 2010, mentre per quanto riguarda i bambini stranieri, a Forlì ne sono venuti alla luce complessivamente 505, di cui 423 extra-comunitari.
Intanto, in questi primi giorni del 2012, ci sono stati 12 parti, di cui 2 con taglio cesareo.
«La diminuzione delle nascite – commentano il dott. Andrea Amadori, in questi giorni responsabile facente funzione dell’U.O. di Ginecologia-Ostetricia dell’Ausl di Forlì, diretta dal dott. Claudio Celestino Bertellini, e Sylvie Cignani, coordinatrice ostetrica – è dovuta a due fattori: in primis al generale calo demografico, in secondo luogo all’estendersi, nelle altre unità di Ginecologia-Ostetricia romagnole, di tecniche di cui siamo stati precursori, come il parto in analgesia». Il numero di donne che hanno scelto di partorire a Forlì è comunque elevato, visto che dei 1.424 nuovi nati i non residenti nel territorio dell’Ausl di Forlì sono 554, cifra non di molto inferiore ai residenti, arrivati a 870 unità.
Tutte le gestanti, poi, mostrano di gradire le opportunità offerte dall’unità forlivese: il 51,4%, infatti, pari a 727 madri, ha scelto il parto in analgesia non farmacologica, ovvero con metodiche quali il travaglio in acqua, posizioni alternative, assistenza one to one continua da parte delle ostetriche, mentre il 20,9%, vale a dire 152 donne, ha optato per quello in analgesia epidurale, servizio, effettuato gratuitamente, 24 ore su 24, dall’U.O. di Ostetricia-Ginecologia in collaborazione con l’U.O. di Anestesia e Rianimazione, diretta dal dottor Giorgio Gambale. «La percentuale media degli ultimi 3 anni si attestava intorno al 15% - commenta il dott. Gambale – l’aumento fatto segnare nel 2011, dunque, è rilevante». Va poi sottolineato come anche grazie a tali possibilità si sia ridotto il numero dei tagli cesarei, passati dagli oltre 430 del 2010 ai 416 del 2011, pari al 29,4%, dato inferiore sia alla media regionale sia a quella nazionale.
«A fronte di una diminuzione del numero di nascite, abbiamo registrato una crescita di madri che ci chiedono di partorire in analgesia e siamo riusciti a limitare i cesarei – confermano il dott. Amadori e Cignani –. I numeri dimostrano, quindi, che siamo in linea con la mission aziendale di aumentare la qualità delle prestazioni contenendo contemporaneamente i costi, in virtù di un uso appropriato delle risorse». In linea con tali propositi, l’unità, nell’ultimo anno, ha esteso ulteriormente il ventaglio di servizi per le proprie pazienti. «Nell’ambito del progetto regionale “Giù la testa”, la donna, nel caso il feto si trovi in posizione podalica, può richiedere la stimolazione con agopuntura e moxibustione, antica tecnica orientale diretta a favorire il rivolgimento spontaneo del bambino ed evitare così il cesareo – illustrano i due professionisti – in questi mesi, abbiamo già arruolato una quindicina di pazienti. Inoltre, sempre di recente, è stato creato un gruppo pilota per l’assistenza nel puerperio, così da prevenire, prevedendo un sistema innovativo di follow up, possibili situazioni di disagio emotivo. In questo modo, riusciamo a tenere monitorate tutte le fasi sia della gravidanza sia post partum, seguendo la donna a 360° gradi». A questo mira d’altronde il percorso nascita, frutto della collaborazione fra diversi enti e di una forte integrazione territoriale, con un’articolata rete di servizi, offerti in particolare dal Consultorio familiare e dal Centro Famiglie del Comune, come consulenze familiari durante l’attesa, percorsi di preparazione alla nascita e alla genitorialità, assistenza al parto in ospedale e colloqui telefonici e domiciliari nel puerperio.
Infine, riguardo all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG), dopo la diminuzione registrata nel 2010 con 268 casi, si sta tornando ai livelli del 2009, quando se ne registrarono 291, praticamente le stesse del 2011 (290). L’incremento è legato al numero di donne italiane che vi hanno fatto ricorso: 144 nel 2011 contro le 123 del 2010. Stabili, invece, le straniere (145 IVG nel 2010 e 146 nel 2011). A Forlì, l’Azienda Usl continua a collaborare con Comune e associazioni di volontariato nell’ambito del protocollo sottoscritto nel 2007 al fine di ridurre il numero di aborti.


A cura di:
  Ufficio Comunicazione
AUSL di Forlì

Data pubblicazione:  1/5/2012
 

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