Cerca

Dipartimento Salute Mentale Dipendenze Patologiche

  

Venerdì 4 dicembre, Cesenatico, il Dirigibile in scena con "Zia Pace"

Venerdì 4 dicembre 2009, alle 21.00, la compagnia teatrale il Dirigibile, formata da ospiti e operatori del Centro Diurno Psichiatrico di via Romagnoli del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Forlì, sarà di scena al Teatro Comunale di Cesenatico con lo spettacolo "Zia Pace", regia di Michele Zizzari. L'ingresso è libero.

Centro di Servizi per il Volontariato
Provincia Forlì – Cesena

Azienda Unità Sanitaria Locale di Forlì
DIPARTIMENTO di SALUTE MENTALE - U. O. DI PSICHIATRIA
Centro Diurno Psichiatrico di via Romagnoli

venerdì 4 dicembre 2009, ore 21.00
Teatro Comunale di Cesenatico


la Compagnia il Dirigibile
formata da ospiti e operatori del Centro Diurno Psichiatrico di via Romagnoli
del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Forlì

presenta
Zia Pace

interpreti
Aldo Cavina, Alessandro Valdinoci, Annamaria Cavaliere, Fabio Medri,
Gaetano Cerrato, Laura Trolli, Loredana Milandri, Manuela Rossi,
Mara Villa, Marilena Marzocchi, Maurizia Aprili, Mirella Crisci,
Patrizia Nardi, Serena Fratini, Viviana Leonardi, Luca Zozzi

scenografie a cura della Compagnia

montaggio musiche ed effetti sonori di Alberto Ferrari

sceneggiatura e regia di Michele Zizzari

ingresso libero
al termine dello spettacolo interpreti, operatori e regista saranno lieti
di rispondere alle curiosità del pubblico sul percorso creativo e sui contenuti dell’opera

Zia Pace si ispira a Sei personaggi in cerca di autore di Pirandello. E come in Pirandello, l’inevitabile confronto tra i protagonisti dell’opera fa riflettere sul senso degli elementi vitali che sono soggetto e al tempo stesso oggetto dell’Universo-Teatro. Cos’è l’attore e cosa il personaggio? Chi è più vero, chi più reale? C’è differenza tra vero e reale? Qual è la funzione dell’autore? Quale quella del regista? E il pubblico? Si è uno, o tanti? È meglio inventare o raccontare storie vissute? C’è più verità nella vita o nella finzione? Nella realtà o nella sua rappresentazione? È più giusto mostrare quel tanto che basta o dire tutto? Restare fedeli a un testo o liberare la propria espressività? Occorre più mestiere o più immediatezza? Meglio l’ironia o il dramma? Ma la questione centrale dell’opera è che nella vita il Bene si manifesta nelle circostanze e nelle persone più varie, in maniera originale, attraverso percorsi imprevisti e comportamenti ambigui, spesso al di là degli standard morali comunemente accettati. Viene in mente La cattiva strada di De André, dove …c’è amore un po’ per tutti e tutti quanti hanno un amore sulla cattiva strada.  Naturalmente non vogliamo svelare  l’arcano… ma una cosa è certa: capita sovente che si sia più utile al Bene peccando e trasgredendo le regole, che vivendo da santi e nel cieco ossequio delle leggi. Così come la concretezza non può che fare bene all’arte, oltre che alla vita, soprattutto quando l’arte tende a essere troppo intellettuale e la vita troppo ideale.


A cura di:
  Ufficio Comunicazione
AUSL di Forlì

Data pubblicazione:  12/1/2009
 

Return
Ufficio WEB