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Dipartimento di Medicina Specialistica

  

"Il Fegato, dalla donazione al trapianto" (9 maggio)

Convegno organizzato dal Dipartimento di Medicina Specialistica (direttore prof. Enrico Ricci) in collaborazione con l'Associazione Forlivese per le Malattie del Fegato (presidente dott. Salvatore Ricca Rosellini), che si terrà all'ospedale di Forlì in Sala Conferenze "Pieratelli"

 

 
In occasione delle XI Giornate Nazionali per la Donazione e il Trapianto degli Organi (4-11 maggio 2008) il Dipartimento di Medicina Specialistica e l'UO di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (Direttore, Prof. Enrico Ricci) dell'Azienda Usl di Forlì organizzano, in collaborazione con l'Associazione Forlivese per le Malattie del Fegato, Afmf Onlus (Presidente, Dott. Salvatore Ricca Rosellini), un Convegno dedicato al trapianto di fegato.
Il Convegno “Il Fegato, dalla donazione al trapianto” si svolgerà presso la sala “M. Pieratelli”, venerdì 9 maggio 2008, dalle ore 15.00 alle 18.30.
Fra i relatori segnaliamo il Prof. Gerardo Martinelli (Direttore Anestesiologia e Rianimazione, Bologna), il Dott. Alessandro Nanni Costa (Direttore del Centro Nazionale Trapianti, Roma), la Prof.ssa Claudia Sama (Direttore SSD Trapianto di fegato e assistenza medica precoce ai pazienti trapiantati, Bologna), il Prof. Pietro Andreone (Semeiotica Medica, Bologna) e il Prof. Antonio D. Pinna (Direttore Chirurgia Generale e dei Trapianti, Bologna) che terrà una lettura magistrale su Il trapianto di fegato.
Sono previsti interventi del Presidente dell'AIDO (Prof. Giorgio Maltoni) e testimonianze di associazioni e di trapiantati. Sarà proiettato, inoltre, il cortometraggio sulla donazione degli organi “Effetto Nicholas”, prodotto in memoria del piccolo Nicholas Green, e introdotto da un intervento della Dott.ssa Paola Gudenzi (Coordinatrice Locale per il CRT-Emilia-Romagna).
Il Convegno, aperto dal saluto del Sindaco di Forlì, On.le Nadia Masini, sarà suddiviso in due sessioni, moderate dal Prof. Enrico Ricci e dal Dott. Giorgio Gambale (Direttore Anestesia e Rianimazione, Forlì).
E’ in corso l’accreditamento ECM, per Medici e Infermieri. Al termine del Convegno sarà offerto, dall'Afmf, un buffet.
 


Per informazioni:
Dott. Salvatore Ricca Rosellini
e-mail:
salricc@alice.it
 
 
 
Evento ECM
 
Ospedale “G.B. Morgagni - L.Pierantoni” - Dipartimento di Medicina Specialistica
UO di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva
Direttore
Prof. ENRICO RICCI
 
il Fegato
dalla donazione al trapianto
Coordinatore
Dott. SALVATORE RICCA ROSELLINI
 
 
Forlì, venerdì 9 maggio 2008
ore 15.00
Sala “M. Pieratelli”
Padiglione "G.B. Morgagni"
 
 
Clicca qui per vedere:




 
 
 
Il trapianto d’organi rappresenta una delle più importanti conquiste della scienza medica del Novecento: è del 1954, realizzato da Murray, il primo trapianto di rene; fu Starzl, nel 1967, a compiere, in un bimbo, il primo trapianto di fegato, seguito da Calne, in Inghilterra, ad Hannover da
Pilchlmayr, e da Bismuth a Parigi.
Già nel III secolo d.C., il trapianto di un arto, di un moro appena deceduto, al diacono Giustiniano affetto da cancrena, annunciava le conquiste future di una scienza così portata all’impossibile: era il miracolo dei santi Cosma e Damiano.
 
In questo Convegno vogliamo presentare l’esperienza di chi ha donato, sofferto, ricevuto e di chi ha sostenuto e curato. Per destino o per scelta, per amore o dovere. La storia di chi ha vissuto “sulla sua pelle” la malattia, le cure, il trapianto, la riabilitazione si fonde a quella di chi ha insegnato, organizzato, operato, trapiantato; e, per il desiderio di restituire la vita ricevuta o testimoniare quella donata, si è impegnato per promuovere una migliore assistenza, affinché siano effettuati più trapianti e si assista ad un aumento delle donazioni.
 
“Sarai come Ra, sorgerai e tramonterai in eterno”, troviamo scritto nel Libro dei Morti. Per raggiungere una seconda vita, gli antichi Egizi conservavano, dopo la morte, gli organi, imbalsamando il corpo. Fra questi organi c’era il fegato. Fu Champollion che, durante la spedizione
francese e toscana in Egitto, scovò, per la prima volta, il fegato contenuto in un vaso canopo; il vaso
che conteneva il fegato, protetto dalla dea Iside, era l’unico chiuso da un coperchio con testa umana.
Questo probabilmente accadeva per il profondo significato che, più di 2000 anni prima di Cristo, era assegnato a quest’organo.
 
Ma, a chi partecipa alla grande avventura della donazione e del trapianto, non basta la “vita nuova” ottenuta, e desidera che il miracolo dei santi Cosma e Damiano si ripeta. Per gli altri. Così, come l’archeologo Champollion, in tanti hanno cercato in fondo al vaso canopo della memoria e dell’esperienza vissuta. Ed hanno trovato pazienti, hanno scoperto malati di epatite, di cirrosi, hanno incontrato trapiantati di fegato. E si sono spesi con loro, con l’entusiasmo e la passione che hanno caratterizzato le loro vite.
 
Che questo Convegno serva, quindi, a tutti quelli che devono affrontare il mistero della malattia, il timore e la sapienza del curare, il miracolo della guarigione e che vogliano proseguire in questa esemplare esperienza.

A cura di:
  Ufficio Comunicazione
AUSL di Forlì

Data pubblicazione:  3/20/2008
 

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