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Giornata Mondiale Senza Tabacco, in ospedale i disegni dei ragazzi per dire no alla sigaretta

Parte dai ragazzi l’invito a non fumare. In occasione della XXIV° Giornata Mondiale Senza Tabacco, indetta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per martedì 31 maggio, nell’atrio del padiglione “Morgagni” dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì, è visitabile, da oggi, lunedì 30 maggio, sino alla fine della settimana, una mostra con i disegni realizzati dagli studenti delle scuole medie Marco Palmezzano, Benedetto Croce e Pietro Zangheri, nell’ambito del progetto “Liberi di scegliere”, promosso dalla Pediatria di Comunità dell’Ausl di Forlì.

Parte dai ragazzi l’invito a non fumare. In occasione della XXIV° Giornata Mondiale Senza Tabacco, indetta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per martedì 31 maggio, nell’atrio del padiglione “Morgagni” dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì, è visitabile, da oggi, lunedì 30 maggio, sino alla fine della settimana, una mostra con i disegni realizzati dagli studenti delle scuole medie forlivesi nell’ambito del progetto “Liberi di scegliere”, promosso dalla Pediatria di Comunità dell’Ausl di Forlì per sensibilizzare sull’importanza di dire no alla sigaretta. Il percorso educativo, che dal 1992 coinvolge alunni e insegnanti, quest’anno ha visto la partecipazione delle scuole medie Marco Palmezzano, Benedetto Croce e Pietro Zangheri. Sempre all’interno dell’ospedale, saranno disponibili anche i volantini preparati dall’U.O. di Pneumologia dell’Ausl di Forlì e dall’Ammp (Associazione Morgagni Malattie Polmonari), nei quali si sottolineano i vantaggi di rinunciare per sempre al fumo (clicca qui per scaricarne una copia pdf). Tale materiale verrà distribuito, inoltre, in tutti i bar e locali pubblici della Romagna.
Purtroppo, nel territorio dell’Azienda Usl di Forlì, i fumatori sono ancora molti, circa 37mila persone, pari al 31% degli adulti fra i 18 e i 69 anni. E’ quanto rivela l’ultimo studio Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la salute in Italia), relativamente al triennio 2007-2009, che  ha  l’obiettivo di stimare la frequenza e l’evoluzione dei fattori di rischio per la salute, legati ai comportamenti individuali. Sempre da tale ricerca emerge come l’abitudine al fumo sia diffusa soprattutto nella fascia d’età 25-34 anni (40% contro il 23% della fascia d’età 50-69 anni) e nelle classi sociali con maggiori difficoltà economiche (33% contro il 25% di chi dichiara di non avere tali problematiche). Chi smette di fumare lo fa nella quasi totalità dei casi da solo (94%) mentre ridottissima è la percentuale di quanti sono ricorsi a farmaci e cerotti (1%) o si sono rivolti a corsi organizzati dall’Ausl (1%).
Quasi tutti osservano il divieto di fumare nei luoghi pubblici: oltre tre intervistati su quattro (78%) riferiscono che è rispettato sempre. Questo dato è confermato anche dallo studio nazionale “Enfasi” diretto a monitorare gli effetti della legge che proibisce il fumo nei locali pubblici; nel nostro territorio sono stati  visitati 50 locali pubblici negli orari di massima affluenza, sia in ore di pranzo sia in orari serali e preserali. L’88% dei clienti  dei locali ha dichiarato di avere un’opinione “molto favorevole” o “favorevole” sulla legge e i gestori, nel 96% dei casi, affermano che i clienti rispettano il divieto.
Situazione analoga sul posto di lavoro, dove l’80% del campione afferma che la legge è osservata sempre.
Infine, per quanto riguarda il livello di attenzione degli operatori sanitari al problema, i dati sono buoni, anche se migliorabili. Due fumatori su tre, infatti, riferiscono di aver ricevuto il consiglio di smettere (dati Passi). «Occorre consolidare ulteriormente il rapporto fra operatori sanitari e utenti – commenta la dott.ssa Romana Bacchi, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Forlì – per  mettere in campo strategie integrate in cui il ruolo dei sanitari sia supportato da campagne informative di sensibilizzazione al problema. Coerentemente, è utile promuovere l’astensione dal tabacco nell’ambito di una strategia che includa la promozione dei corretti stili di vita, quali la regolare attività fisica e la corretta alimentazione, allo scopo di migliorare il proprio benessere e aumentare il numero di anni vissuti in buona salute».
Il fumo di sigaretta, in particolare, è il nemico numero uno dei polmoni, «basti pensare alla patologia oncologica polmonare che oggi nelle donne sta eguagliando e forse superando quella di tradizionale pertinenza femminile – illustra il prof. Venerino Poletti, direttore dell’U.O. di Pneumologia dell’Ausl di Forlì – in correlezione con l’aumento dell’abitudine “tabagica” nel gentil sesso».
«E’ ormai arcinoto che il fumo accorcia la vita, danneggiando oltre ai polmoni anche altri organi – prosegue il professor Poletti – al momento, le varie “campagne” antifumo stanno raggiungendo buoni risultati nello far smettere chi già fuma, mentre risulta più complicato ridurre il numero di nuovi fumatori: in questi anni, i giovani che si avviano alla dipendenza tabagica non sono affatto calati, anzi, mostrano segni preoccupanti di crescita». Spesso si inizia perché fumare sembra di moda o fa parte di un certo stile di vita, invece «bisogna far capire sin da subito ai ragazzi che il fumo è una droga e dà reale tossicodipendenza». «Inoltre, più tempo tempo si passa fumando – commenta il direttore - maggiori sono i danni e più arduo sarà smettere».
Secondo il dott. Edoardo Polidori, direttore del Sert dell’Ausl di Forlì, ciò che manca sono «campagne informative adeguate rivolte ad adulti che, in molti casi, potrebbero essere aiutati a smettere di fumare oppure a ridurre l’uso di sigarette o, ancora, ad adottare stili di consumo meno pericolosi per la salute, recuperando una capacità di controllo rispetto ai propri comportamenti di dipendenza». «Purtroppo – conclude il dott. Piolidori – siamo in una società schizofrenica, per cui da un lato veniamo informati che “il fumo nuoce gravemente alla salute” mentre dall’altro, per acquistare le sigarette dai distributori automatici, dobbiamo utilizzare il tesserino del Servizio Sanitario Nazionale, cioè dell’organizzazione deputata a tutelare la nostra salute».

 

 


A cura di:
  Ufficio Comunicazione
AUSL di Forlì

Data pubblicazione:  5/30/2011
 

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