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Iniziative Umanitarie

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Aiuti umanitari contro le epatiti: due medici forlivesi nel deserto del Sahara algerino.

L’Associazione Forlivese Malattie Fegato, il Comune di Forlì, la Regione ed il Comitato Internazionale Sviluppo Popoli proseguono nell’impegno a favore dei rifugiati sahrawi.

 


(Foto: mappa dei campi dei rifugiati sahrawi nei pressi di Tindouf, Algeria)
E’ la quinta volta che l’Associazione forlivese per le malattie del fegato (Afmf) raggiunge l’Algeria e gli accampamenti nel deserto, per portare aiuti alla popolazione sahrawi. I 150mila rifugiati vivono dal 1975 - fuggiti dal Sahara Occidentale, la loro terra - in tende e casupole di sabbia, nel deserto nei pressi di Tindouf. E negli anni è nato un forte legame d’amicizia e di solidarietà con la città di Forlì, grazie all’impegno del Comune, dell’Afmf, della Regione Emilia-Romagna e del Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli (il Cisp, un’Ong).
Anche questa missione sarà compiuta dal dott. Salvatore Ricca Rosellini, gastroenterologo, fondatore e presidente dell’associazione, e dal dott. Claudio Cancellieri, infettivologo, entrambi medici ospedalieri dell’Azienda USL di Forlì.
All’alba dell’11 gennaio - mentre è in partenza la sesta tappa della Lisbona-Dakar - i due medici hanno raggiunto Tindouf. La regione, incuneata fra Marocco, Mauritania e Sahara Occidentale, è uno dei luoghi meno ospitali dell’Africa per la mancanza di acqua e risorse alimentari, e per le temperature caldissime dei mesi estivi e rigide d’inverno. I medici hanno così iniziato le visite agli ospedali ed ai dispensari. Con la dott.ssa Teresa D’Arca di Roma, medico del Cisp, esperta in malattie infettive, nutrizione e cooperazione internazionale, realizzeranno corsi di educazione sanitaria e di formazione per i medici e gli infermieri sahrawi.
 
«La tutela della salute è affidata ai pochi dispensari, a piccoli ospedali, a modeste strumentazioni ed alle capacità degli infermieri e dei pochi medici locali» afferma il dott. Ricca Rosellini. «Più della metà dei bambini – prosegue - è malnutrita, e l’anemia li colpisce nella maggioranza dei casi. L’epatite B è presente in oltre il 20 per cento dei giovani d’età compresa fra gli undici ed i venti anni e la celiachia è descritta nel 5 per cento dei bambini».
Dal 2001 sono stati acquistati strumenti e materiali di laboratorio, sono state controllate le trasfusioni per l’epatite C e l’epatite B, migliaia di donne e bambini sono stati sottoposti ad esami. Sono stati organizzati corsi d’aggiornamento, distribuiti volantini ed affissi manifesti ed adesivi per incitare al rispetto delle più elementari norme igieniche. Grazie alla generosità di tanti, durante gli ultimi anni, i laboratori degli ospedali sahrawi sono stati costantemente riforniti dei reattivi necessari ad eseguire gli esami di laboratorio.
 
«Il controllo del sangue per le trasfusioni, le analisi eseguite nelle donne gravide, la diagnosi di malattia del fegato ed epatite virale, l’educazione sanitaria e la formazione del personale - spiega il dott. Ricca Rosellini - sono azioni diventate una realtà apprezzata nei campi sahrawi. L’Afmf è grata al Comune, alla Regione e al Cisp per i risultati raggiunti».




(Foto: Pronto Soccorso dell'ospedale di Rabuni, campo dei rifugiati sahrawi)

 
I progetti forlivesi a favore dei rifugiati sahrawi, sono illustrati anche in un cortometraggio reperibile in Internet nel sito dell’Afmf: www.delfo.fc.it/afmf. Inoltre, hanno ottenuto un importante riconoscimento: sono stati selezionati, infatti, come finalisti all’edizione 2006 del premio Alessandro Martignani.
L’Associazione forlivese per le malattie del fegato - attiva sin dal 1996 nel campo della prevenzione delle malattie del fegato e dell’assistenza alle persone che sono affette da epatite cronica e cirrosi epatica - prosegue inoltre il suo impegno a fianco degli ammalati della nostra città.
 
L’Afmf, aiutata di recente dalla Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì, ha comunque bisogno del sostegno e dell’aiuto concreto di tutti. Chi volesse aiutare l’Afmf può farlo versando un contributo nel conto corrente bancario n. 29275/78 presso la Sede della Cassa dei Risparmi di Forlì. Chi desidera prendere contatti con l’associazione può recarsi nella sede di Forlì (aperta il giovedì dalle 9.30 alle 11.30) presso l’Ospedale Morgagni o chiamare allo 0543/731422.

A cura di:
  Ufficio Comunicazione
AUSL di Forlì

Data pubblicazione:  1/11/2007
 

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