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Malattie del fegato e ortopedia: concluse le missioni forlivesi in Algeria nei campi sahrawi

Da una parte i dottori Ricca Rosellini e Cancellieri, in collaborazione con i medici sahrawi, hanno stilato le linee guida per la gestione dell’epatite B, così come in passato si erano dedicati alla prevenzione e alla diagnosi. Dall'altra i dottori Spadoni, Pasini e Gualdrini, insieme all'Associazione Rio de Oro, hanno proseguito la loro preziosa attività in campo ortopedico e in quello altrettanto importante del sostegno socio-sanitario

 

È rientrata in Italia la missione di Salvatore Ricca Rosel­lini, gastroenterologo, fondatore e presidente dell’Associazione forlivese per le malattie del fegato (l’Afmf) e Claudio Cancellieri, infettivologo. Entrambi medici ospedalieri, del Dipartimento di Medicina Specialistica dell’Azienda Usl di Forlì. La missione, nei campi dei rifugiati sahrawi del deserto algerino, è la sesta dal 2001. Come le precedenti, è stata possibile grazie all’aiuto del Comune di Forlì, dell’Afmf e, soprattutto, della Regione Emilia-Romagna. La missione forlivese, in quest’occasione, ha consentito di trasportare un grande quantitativo di reattivi di laboratorio, necessari alla esecuzione degli esami, e centinaia di adesivi con messaggi divulgativi e informativi.
 
I medici, con l’aiuto di Giulia Olmi, esperta di cooperazione internazionale dell’Ong Cisp (il Comitato in­ternazionale per lo sviluppo dei popoli), hanno visitato decine di malati. Si sono recati nell’ospedale degli accampamenti di Dakhla (wilaya a oltre 200 Km dall’aeroporto di Tindouf, nei pressi del confine con la Mauritania) dove oggi sono disponibili gli esami del sangue oltre ai test per l’epatite B e C. Altre visite sono state eseguite nell’ospedale di Ausserd, dove i malati sono confluiti dalle vicine El-Ayun e Smara. «La maggior parte dei pazienti sono giovani» af­ferma Ricca Rosellini. «Abbiamo valutato» prosegue «molti portatori cronici del virus dell’epatite B, bambini affetti da epatite attiva e giovani colpiti da cirrosi epatica scompensata. I casi più gravi, sino ad ora, hanno trovato assistenza negli ospedali algerini o spagnoli ed è nostro desiderio formare e istruire i medici locali anche nell’assistenza e nel trattamento dei casi più complessi».
 
Ricca Rosellini e Cancellieri, in collaborazione con i medici sahrawi, hanno stilato le linee guida per la gestione dell’epatite B, così come in passato si erano dedicati alla prevenzione e alla diagnosi. La semplice flow-chart è stata utilizzata e verificata durante l’attività clinica e ambulatoriale quotidiana. Inoltre, su incarico del Ministero della salute pubblica della Rasd (la Repubblica araba sahrawi democratica) hanno collaborato alla stesura del “Programa Nacional de Lucha contra las hepatitis”. Il Ministero sahrawi ha quindi nominato un medico referente per ogni wilaya, per implementare il programma contro le epatiti.
 
«Quest’anno» ricorda Ricca Rosellini «durante le visite alle wilaya sono stati distribuiti adesivi che sono stati applicati negli ospedali, nei dispensari e sulle cisterne dell’acqua». Gli adesivi - che contengono, in arabo, le indicazioni necessarie alla prevenzione delle epatiti e a ridurre la possibilità di trasmissione dell’epatite B dalle madri ai bambini - sono stati realizzati grazie alla generosità delle consorti del Rotary Club di Forlì. Il ruolo del sodalizio forlivese è stato molto apprezzato dal Ministro della salute della Rasd, Sidahmed Tayeb, tant’è che ha indirizzato, al presidente del club, Mons. Franco Zaghini e alla referente del gruppo consorti, dott.ssa Gabriella Fabbri, una lettera di ringraziamento.
 
L’Afmf, per proseguire in questi progetti, ha bisogno dell’aiuto di tutti. Chi volesse, può farlo versando un contributo nel conto corrente banca­rio con codice IBAN IT15 J060 1013 2000 7400 0029 275 presso la Sede della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna.
Informazioni su www.afmf.it
 

Rientro in Italia anche per i dottori Giovanni Spadoni (U.O. Ortopedia, diretta dal dott. Francesco Lijoi), Manuela Pasini (medico anestesista) e Giovanni Gualdrini (ortopedico del "Rizzoli" di Bologna) impegnati nei campi Sahrawi nello stesso periodo (dal 5 al 12 aprile) insieme all'Associazione Rio de Oro che da anni svolge in loco attività di sostegno socio-sanitario. Il dott. Spadoni si è recato in territorio sahrawi per la quarta volta per dare continuità a un progetto che lo vede impegnato insieme al collega di Unità Operativa Alessandro Campagna, con il quale si alterna durante l'anno per operare e verificare il decorso post-operatorio e riabilitativo dei propri pazienti.

A cura di:
  Ufficio Comunicazione
AUSL di Forlì

Data pubblicazione:  4/14/2008
 

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