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Mamme e bambini in buone mani: i progetti di miglioramento del Dipartimento Materno-Infantile

Meno ricoveri ospedalieri e più trattamenti in Day-Hospital e/o a livello ambulatoriale, con conseguente potenziamento dell’assistenza specialistica, in campo pediatrico, e deciso rafforzamento dell’attività chirurgica inambito ginecologico. Sono queste le principali linee d’indirizzo del Dipartimento Materno-Infantile, diretto dal dott. Enrico Valletta.

Meno ricoveri ospedalieri e più trattamenti in Day-Hospital e/o a livello ambulatoriale, con conseguente potenziamento dell’assistenza specialistica, in campo pediatrico, e deciso rafforzamento dell’attività chirurgica in ambito ginecologico. Sono queste le principali linee d’indirizzo del Dipartimento Materno-Infantile, diretto dal dott. Enrico Valletta e formato dall’U.O. di Pediatria, diretta dallo stesso dott. Valletta, e dall’U.O. di Ginecologia-Ostetricia, diretta dal dott. Claudio Celestino Bertellini. Entrambe, poi, sono destinate a un’integrazione sempre più stretta col territorio, tant’è che si sta considerando, per il futuro, la costruzione di un Dipartimento unico “transmurale”, in grado cioè di occuparsi di tutto ciò che riguarda la salute di mamma e bambino a livello non solo ospedaliero ma anche territoriale.
Con l’avvento di due nuovi direttori, il dott. Valletta al posto della dott.ssa Paola Dallacasa e il dott. Bertellini al posto del dott. Gianfranco Gori, il Dipartimento ha visto un momento di cambiamento dell’attività pur nel solco di quanto costruito in passato. «Abbiamo lavorato soprattutto sugli aspetti ancora da sviluppare – illustra il dott. Valletta – per quanto riguarda la Pediatria e la Neonatologia, abbiamo migliorato sia l’assistenza in sala parto da parte di tutta l’equipe ostetrico-neonatologica sia, ove necessaria, la rianimazione neonatale, così da dare più sicurezza e tranquillità alle partorienti». In questo modo, è stato possibile ridurre i ricoveri in Neonatologia, scesi dai 247 del 2009 ai 187 del 2011. «Ciò significa che sono nati sempre meno bambini con problematiche – spiega il dott. Valletta – per rendere possibili tali risultati, da una parte abbiamo organizzato appositi corsi di formazione per tutte le figure interessate (ginecologi, pediatri, anestesisti, ostetriche), dall’altra è stata potenziata la collaborazione con la Terapia Intensiva neontale di Cesena, prevedendo anche il trasporto neonatale in urgenza, in piena sicurezza, per quei 10-12 casi l’anno che richiedono un trattamento più intensivo». Altri sforzi sono stati rivolti a diminuire le degenze e abbreviarne i tempi. «Anziché ricorrere al ricovero – conferma il direttore – preferiamo intervenire, ove possibile, a livello ambulatorale o di Day-Hospital». Non a caso, le degenze sono passate dalle 677 del 2009 alle 512 del 2011, mentre i pazienti seguiti in Day-Hospital nel 2011 sono stati 136 contro i 74 del 2009, con un balzo dai 733 accessi del 2009 ai 1.835 del 2011. Contemporaneamente, l’unità ha rafforzato la propria attività ambulatoriale, offrendo consulenze specialistiche in vari ambiti: nel 2011 sono state erogate 886 prestazioni di allergologia, 203 di gastroenterologia, 348 di endocrinologia, 58 di pneumologia, e 187 di nefrologia. In netto calo le ecografie per le diagnosi della displasia congenita delle anche, scese dalle 1.731 del 2010 alle 942 del 2011. «Il motivo è la maggior appropriatezza introdotta nell’esecuzione di tale indagine, che risponde ora a criteri più restrittivi – illustra il dott. Valletta – l’esame, infatti, viene effettuato solo ai gruppi a rischio; si tratta di una linea condivisa da tutte le U.O. di Pediatria di Area Vasta Romagna con l’obiettivo di arrivare a un protocollo comune che garantisca omogeneità d’offera in tutte e quattro le Aziende. Allo stesso tempo, si è lavorato per rafforzare le capacità cliniche dei pediatri di individuare le situazioni meritevli di attenzione». In questi primi mesi del 2012, poi, l’U.O. di Pediatria ha già effettuato 750 consulenze per il Pronto Soccorso. «A Forlì registriamo ogni anno circa 6.000 accessi pediatrici urgenti, dunque non è ipotizzabile l’istituzione di un Pronto Soccorso pediatrico che richiederebbe, secondo quanto previsto dalle linee guida, volumi di almeno 25.000 accessi all’anno – commenta il dott. Valletta – Il Pronto Soccorso resta la miglior porta d’ingresso per tutti gli accessi non programmati, garantendo a chiunque, compresi donne incinte e bambini, il trattamento più efficace per l’urgenza e l’emergenza, nonché la presa in carico immediata da parte dell’U.O. di Pediatria. Per le problematiche non urgenti, invece, ci si può rivolgere al proprio pediatra, o ai nostri ambulatori, pensati proprio per dare una risposta a tutte i casi al di fuori dell’urgenza-emergenza».
Un altro ambito in cui l’unità si è molto impegnata è il potenziamento dei percorsi ospedale-territorio, così da assicurare continuità assistenziale a chi soffre di patologie croniche come diabete o tubercolosi, malattia emergente a causa del crescente numero di persone migranti. «Da una parte si tratta di far sì che al momento della dimissione il territorio sia pronto ad accogliere e seguire il piccolo paziente – spiega il direttore – dall’altra che l’ospedale si prepari già a un suo eventuale nuovo ricovero. Per i neonati problematici, quali i nati prematuri, quelli con difficoltà respiratorie o qualora ci siano questioni di ordine sociale, tali percorsi esistono già; il nostro obiettivo è allargarli ad altre situazioni cliniche importanti». «Attualmente, le malattie più frequenti che ci troviamo a seguire sono quelle acute stagionali, come bronchiti o gastroenteriti – prosegue il dott. Valletta – Oltre alle più comuni patologie acute respiratorie e gastrointestinali, hanno e avranno, inoltre, un peso crescente quelle croniche come le malattie neurologiche, la celiachia, l’asma, il diabete, l’obesità, gli esiti delle gravi prematurità, le quali hanno tutte bisogno di essere monitorate con continuità. Nel futuro, quindi, dovremo farci sempre più carico dei bambini forlivesi afflitti da tali problematiche, fornendo, parallelamente, supporto locale per le malattie superspecialistiche che vanno indirizzate ai centri di riferimento ma necessitano, comunque, di competenze e prestazioni da parte delle strutture sanitarie del territorio di riferimento».
Particolare attenzione è stata rivolta anche alla sfera del dolore pediatrico, sviluppando tecniche in grado di prevenire e trattare la sofferenza pure in interventi banali come prelievi venosi o piccole manovre invasive, e/o utilizzando anestetici. «Il personale infermieristico è molto attento alla rilevazione attiva del dolore, così da poter agire prima che il bimbo lo avverta – aggiunge il dott. Valletta – attorno a questo tema, abbiamo lavorato insieme ai colleghi del Pronto Soccorso, agli ortopedici, agli anestesisti, cercando di garantire una gestione il più possibile integrata del dolore». L’unità ha collaborato, infine, al progetto “Nati per leggere”, curato dalla biblioteca di Forlì e inserito nel Piano di Zona del Comune. «L’iniziativa ha visto la formazione di 80 lettori volontari, di cui 20 studenti del liceo classico – rivela Valletta – a partire da ottobre, ognuno di loro assicurerà 20 ore di lettura ad alta voce in vari punti della città quali biblioteca, reparto di Pediatria, Consultori e centri di vaccinazione. E’ dimostrato che questo è il miglior modo per incentivare i bambini a leggere, e il progetto ha esattamente lo scopo di sensibilizzare i genitori a far propria tale pratica».
Uno degli obiettivi per i prossimi anni è garantire un adeguato trattamento ai bambini con problemi psichiatrici acuti che necessitano di ricovero in ospedale. «E’ un problema avvertito – spiega il dott. Valletta – di solito, questi casi accedono al Pronto Soccorso che però non può inviarli al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, non adatto né agli adolescenti né tantomeno ai bambini; la sede più appropriata è senz’altro la Pediatria, pertanto abbiamo preparato un progetto interdipartimentale, coinvolgendo il Dipartimento di Salute Mentale, il Dipartimento dell’Emergenza, e la Direzione Infermieristica, in modo tale che la nostra unità possa ospitare tali pazienti e fornire loro cure adeguate, che consentano di superare la fase acuta così da essere restituiti, tramite appositi percorsi, al territorio».
 
Passando all’U.O. di Ginecologia-Ostetricia, con l’arrivo del dott. Bertellini si è registrato un deciso rafforzamento dell’attività chirurgica, introducendo nuove e più moderne modalità d’intervento, e puntando su tecniche meno invasive e tecnologie all’avanguardia, come la laparoscopia, con cui, già oggi, si esegue la maggioranza degli interventi. «La direzione è verso una chirurgia più raffinata, meno dolorosa, e in grado di garantire un miglior decorso post operatorio, con tempi di degenza più brevi in tutti gli ambiti – illustra il dott. Valletta – da quella oncologica, sempre più necessaria specie alla luce della trasformazione dell’Irst di Meldola in IRCCS, a quella uro-ginecologica, con tecniche sofisticate nel campo delle incontinenze urinarie e dei disturbi del pavimento pelvico». In ambito ostetrico, invece, l’obiettivo principale riguarda la diminuzione dei tagli cesarei, che, nel primo trimestre di quest’anno, registrano un calo record rispetto all’analogo periodo del 2011, scendendo dal 33% al 22%. «E’ un risultato estramamente positivo che, se conservato, ci proietta fra le migliori performance in ambito regionale – rivela il dott. Valletta – Per questo, continueremo a sviluppare il parto in analgesia epidurale e, in più, vogliamo offrire anche alle donne che hanno già subito un cesareo, la possibilità di partorire in maniera naturale». Da sottolineare la crescente importanza del ruolo autonomo che le ostetriche hanno sviluppato nel seguire le gravidanze fisioologiche. «E’ un obiettivo professionale indicato dalla Regione – spiega il dott. Valletta – per conseguire il quale la nostra Direzione Infermieristica si è spesa con efficacia a diversi livelli».
Comune a tutto il Dipartimento è l’impegno nel percorso nascita, che proprio quest’anno ha compiuto 10 anni, celebrati con la pubblicazione “La nascita colora la vita”. «Quello forlivese, ormai, è un modello, tanto che riceviamo delegazione da tutta Italia interessate a studiare la nostra esperienza – spiega il dott. Valletta – Nell’ultimo semestre del 2011, sono stati profusi notevoli sforzi per aumentare le sinergie coi Consultori e integrare sempre più l’ospedale col territorio, in modo tale da accrescere la continuità in ambito ostetrico, dove, ogni anno si assistono centinaia di donne in gravidanza, attraverso corsi, ecografie, controlli».
Proprio l’integrazione realizzata nel percorso nascita è un modello per ripensare gli assetti futuri del Dipartimento Materno-Infantile. «Le unità ospedaliere di Pediatria e Ostetricia-Ginecologia non solo devono dialogare sempre più con Pediatria di Comunità, Pediatri di libera scelta e Consultori ma devono avere con loro un preciso legame se non strutturale, almeno funzionale – commenta il dott. Valletta – ciò significa riunire tutti i servizi deputati a occuparsi della salute della donna e del bambino, sia di carattere ospedaliero sia territoriale. Sono tematiche su cui ci stiamo già confrontando e lavorando».


A cura di:
  Ufficio Comunicazione
AUSL di Forlì

Data pubblicazione:  8/10/2012
 

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